Bruno Campanella non c’è più, e con lui un pezzo importantissimo della storia del Teatro Regio.
Duecentotrentasette recite per 26 produzioni liriche, dal 22 marzo 1984 al 3 luglio 2011: una storia lunga 27 anni, coronata dall’incarico di Direttore stabile del Teatro Regio dal 1992 al 1995, un sodalizio a tal punto proficuo che la relazione con lui continuò poi nelle vesti di Direttore ospite principale. La sua perizia nel rendere dinamico e flessibile il suono dell'orchestra in buca dando al contempo piena luce alle voci sul palco resterà un insegnamento valido non solo per il repertorio belcantistico, ma per qualunque stile di teatro musicale, come ha dimostrato la sua carriera.
Rossini e Donizetti sono stati gli autori ovviamente più frequentati al Regio, con produzioni di punta come il Don Pasquale del 1988 (regia di Ugo Gregoretti), L’italiana in Algeri del 1992 (regia di Pier Luigi Pizzi), Lucia di Lammermoor l’anno seguente (regia di Pier’Alli), La Cenerentola per la regia di Roberto De Simone e La Fille du régiment firmata Luca Ronconi, entrambe del 1994.
Anni indimenticabili, che lo hanno visto alla ribalta con artisti di punta (o che avrebbero fatto una splendida carriera); tra i più assidui Luciana Serra, Rockwell Blake, Enzo Dara, Alessandro Corbelli, Lucia Valentina Terrani, Daniela Dessì, Roberto Servile, Alexandrina Pendatchanska, Gregory Kunde, Pietro Spagnoli, Mariella Devia, Michele Pertusi, Roberto de Candia, Giuseppe Sabbatini e Patrizia Ciofi.
Negli annali di questa storia hanno trovato spazio anche titoli di più rara esecuzione come i Capuleti e Montecchi di Bellini nel 1993, Jérusalem di Giuseppe Verdi, il Donizetti serio con Anna Bolena nel 2005 e Lucrezia Borgia nel 2008, nonché applauditissimi “sconfinamenti” nel repertorio novecentesco con la storica The Turn of the Screw di Britten nel 1994 (regia di Luca Ronconi), The Rake’s Progress di Stravinskij nel 1999 (regia di John Cox, scene di David Hockney), poi Il cappello di paglia di Firenze di Rota nel 2004 (regia di Pizzi). Era lui sul podio anche per la prima rappresentazione italiana di Cendrillon di Massenet nel 1996 (regia di Robert Carsen, nel ruolo del titolo Cecilia Gasdia).
Tra le sue ultime avventure al Regio ricordiamo un prezioso Ernani con Daniela Dessì e Fabio Armiliato, pubblicato in disco nel 2010, L’italiana in Algeri nel coloratissimo allestimento Borrelli-Boasso-Calì, e da ultimo Lucia di Lammermoor, con Elena Mosuc e Francesco Meli protagonisti dell'intramontabile produzione di Graham Vick.
Nato a Bari nel 1943, è mancato il 4 agosto a Firenze all'età di 83 anni.