Evgenij Onegin

Evgenij Onegin foto Valentina Gaido
Opera e balletto 2026-2027

Evgenij Onegin | Pëtr Il'ič Čajkovskij

Čajkovskij non si è mai fatto illusioni sul soggetto che desiderava mettere in musica per la sua quinta opera, Evgenij Onegin di Aleksandr Puškin. In diverse occasioni si dimostra consapevole della presenza di «ben pochi effetti scenici, ben poco movimento» in un libretto composto da tante «scene liriche» (come poi sottotitolerà l’opera) di vita nella Russia dell’Ottocento, dalla preparazione delle marmellate in campagna fino a un bruciante dialogo d’addio in un palazzo di San Pietroburgo. Quel che gli interessa è il «dramma interiore» forte così ben espresso dai versi di Puškin, versi che infatti in larga parte conserva. Gli interessano i personaggi e la loro condizione umana: le inquietudini di Onegin, l’«anima di poeta» di Lenskij, e soprattutto i sentimenti che agitano una donna: «sono innamorato – confessa – del personaggio di Tat’jana», e chi conosce la vita di Čajkovskij può immaginare perché si sentisse così vicino alla ragazza malinconica, nobile d’animo e destinata a vedere inappagato tutto l’amore che da lei straripa. Non a caso la “scena della lettera” che la vede protagonista è considerata uno dei vertici del suo autore, in grado qui di esprimere con la musica un turbine di emozioni altrimenti indicibili. Ma ogni dettaglio di quest’opera è di una bellezza tale da farne, a dispetto delle previsioni, la più rappresentata di Čajkovskij sin dalla prima nel 1879. 

Valentin Uryupin direttore d'orchestra
Robert Carsen regia
Peter McClintock ripresa della regia
Michael Levine scene e costumi
Christine Binder luci
Serge Bennathan coreografia
Gea Garatti Ansini maestro del coro
Orchestra e Coro Teatro Regio Torino
Allestimento Canadian Opera Company
Produzione creata per Metropolitan Opera di New York

Conferenza-Concerto: Mercoledì 9 giugno ore 18 - Piccolo Regio Puccini

Scene liriche in tre atti e sette quadri

Musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij
Libretto di Pëtr Il’ič Čajkovskij e Konstantin Šilovskij
tratto dall’omonimo poema di Aleksandr Puškin
Prima rappresentazione assoluta:
Mosca, Teatro Malyj, 29/03/1879
Sopratitoli in italiano/inglese

Personaggi e interpreti

Matviienko
Evgenij Onegin Baritono

Danylo Matviienko

Galina Cheplakova
Tat'jana Soprano

Galina Cheplakova

Dmitry Korchak
Vladimir Lenskij Tenore

Dmitry Korchak

Barakova
Ol'ga Contralto

Maria Barakova

Alexander Roslavets
Il principe Gremin Basso

Alexander Roslavets

Enkelejda Shkosa (foto DR)
La vedova Larina Soprano

Enkelejda Shkosa

Charlesworth
Triquet Tenore

Rupert Charlesworth

Nekrasova
La njanja Filipp'evna Mezzosoprano

Margarita Nekrasova

 

 

Calendario rappresentazioni

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Opera e balletto
Evgenij Onegin | Pëtr Il'ič Čajkovskij

Anteprima giovani

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Danylo MatviienkoGalina CheplakovaDmitry Korchak
2027-06-15 20:00:00 Europe/Rome Evgenij Onegin | Pëtr Il'ič Čajkovskij di | Pëtr Il'ič Čajkovskij Teatro Regio di Torino Teatro Regio di Torino

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Argomento

atto

Quadro I
Il giardino della residenza estiva dei Larin
La signora Larina s’intrattiene con la balia Filipp’evna mentre le sue figlie, Tat’jana e Ol’ga, intonano una canzone. La signora Larina, ascoltandole, rievoca i propri amori giovanili, e il matrimonio cui si è malvolentieri dovuta adattare. Sopraggiunge un gruppo di contadini che festeggiano la mietitura cantando e danzando. Le due sorelle reagiscono diversamente: Tat’jana è indotta dal loro canto a rinchiudersi in se stessa immergendosi nella lettura, mentre l’estroversa Ol’ga dà voce alla propria spensieratezza. La signora Larina congeda i contadini e cerca di scuotere la malinconica Tat’jana: la vita vera è assai diversa dai suoi romanzi. La balia annuncia la visita del fidanzato di Ol’ga, Lenskij, appena giunto in compagnia di un amico, Evgenij Onegin. Onegin viene presentato alla signora Larina e alle figlie. Il giovane è sorpreso che Lenskij abbia preferito la bella ma superficiale Ol’ga alla ben più interessante sorella maggiore. Tat’jana, a sua volta, si sente immediatamente attratta da Onegin. Onegin si allontana conversando con Tat’jana, e Lenskij dichiara appassionatamente il proprio amore a Ol’ga. La signora Larina invita tutti a rientrare per la cena. Onegin ritorna con Tat’jana, spiegandole di aver ereditato da uno zio il podere confinante con quello dei Larin. Il contegno della ragazza è come sempre composto e riservato, ma all’occhio attento della balia non sfugge che Onegin ha fatto colpo su di lei.

Quadro II
La stanza di Tat’jana
Tat’jana non riesce a prendere sonno: alla balia, che cerca di distrarla parlandole della propria giovinezza, confessa di essere innamorata. Rimasta sola, trascorre la notte scrivendo una lettera in cui rivela a Onegin i propri sentimenti. Quando la balia entra nella stanza per svegliarla, Tat’jana la convince a mandare il nipote a consegnare la lettera a Onegin.


Quadro III
Nel giardino dei Larin.
Un gruppo di contadine raccoglie bacche cantando. Tat’jana attende ansiosamente Onegin. Il giovane arriva, e con molto tatto le spiega di non essere uomo facile alle passioni; se pensasse al matrimonio, certo troverebbe in lei una moglie ideale, ma non si ritiene adatto alla vita coniugale: perciò non può offrirle che un affetto fraterno. La invita infine a non manifestare così apertamente i propri sentimenti, in futuro: non tutti potrebbero comprenderla come ha fatto lui, e per la sua inesperienza potrebbe trovarsi nei guai. Tat’jana, mortificata, è incapace di replicare.
 

atto

Quadro I
Sala da ballo nella casa dei Larin
In casa Larin si dà un ballo per l’onomastico di Tat’jana. Onegin, infastidito dai pettegolezzi dei convitati, ed irritato con Lenskij che lo ha convinto a partecipare al ballo, decide di vendicarsi corteggiando Ol’ga. Lenskij s’ingelosisce e rimprovera la fidanzata. Ol’ga, ritenendo di non aver fatto nulla di male, lo invita a non rendersi ridicolo e, per punirlo, accetta ancora di ballare con Onegin. Perciò, dopo che monsier Triquet, insegnante di francese presso alcuni vicini, ha cantato una canzone in onore della padrona di casa, Lenskij affronta Onegin: il diverbio tra i due degenera finché Lenskij, al colmo dell’esasperazione, lo sfida a duello. Onegin, pur consapevole di aver provocato la situazione per un futile capriccio, non si tira indietro. I convitati sono sconvolti: Ol’ga tenta di far ragionare Lenskij, e tutti quanti vorrebbero impedire il duello. Ma Lenskij, dicendo addio a Ol’ga, si allontana dalla sala, subito seguito da Onegin.


Quadro II
Sulla riva alberata di un fiume, di primo mattino

Lenskij, in attesa di Onegin con il proprio “secondo” Zareckij, presentendo la morte medita sulla propria vita e sul proprio amore per Ol’ga. Arriva Onegin conducendo con sé, come “secondo”, il servitore Guillot. Come Lenskij, considera insensata la loro improvvisa inimicizia, ed è riluttante ad affrontare il duello. Ma nessuno dei due ha la forza di ritrarsi: si affrontano, e Onegin spara per primo, uccidendo Lenskij.
 

atto

Quadro I
La residenza di un ricco aristocratico di San Pietroburgo
Mentre è in corso una festa da ballo, Onegin ragiona tristemente sulla vacuità della propria esistenza: ha trascorso gli anni passati dopo la morte di Lenskij viaggiando per l’Europa nel tentativo di cancellare il proprio rimorso. Quando il principe Gremin fa il proprio ingresso accompagnato dalla moglie, Onegin stenta a riconoscere Tat’jana in quella dama splendida e altera, accolta con deferenza dagli invitati. Tat’jana, vedendo Onegin, è sopraffatta dall’emozione. Quando Gremin la presenta a Onegin, riesce a dissimulare il proprio turbamento, ma subito, con un pretesto, chiede al marito di accompagnarla altrove. Onegin si rende conto di provare un forte sentimento per la donna che un tempo aveva respinto.


Quadro II
Una stanza nel palazzo dei Gremin

Tat’jana ha ricevuto una lettera di Onegin, e ne è profondamente scossa. Quando Onegin la raggiunge e si getta ai suoi piedi, Tat’jana gli ricorda di essere stata respinta anni prima, e gli chiede se il suo interesse per lei, ora, non sia dovuto alla sua posizione sociale. Onegin la supplica di credere alla propria sincerità. Tat’jana, commossa fino alle lacrime, ricorda quanto fosse stata vicina, per loro, la felicità. Confessa di amarlo ancora; nondimeno, gli chiede di non insistere: il loro amore non può realizzarsi perché ora è una donna sposata, ed è determinata a mantenere il proprio giuramento di fedeltà anche a dispetto dei propri sentimenti. E, per quanto Onegin la implori, si allontana, lasciandolo impietrito e disperato.
 

 

 

 

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