Dal ghetto di Terezín al palcoscenico: l’opera simbolo di speranza, con le giovani voci del Teatro Regio
In occasione del Giorno della Memoria
Piccolo Regio Puccini, sabato 24 e domenica 25 gennaio 2026 ore 16
Il Teatro Regio, che da anni partecipa alle iniziative legate al Giorno della Memoria, propone Brundibár, opera per bambini in due atti di Hans Krása, su libretto di Adolf Hoffmeister nella versione in lingua italiana di Clara e Daria Domenici. Lo spettacolo è introdotto da una presentazione e dalla proiezione del documentario Terezin, la città che Hitler regalò agli ebrei, a cura di Michele Bongiorno con la regia di Jan Ronca. Lo spettacolo, della durata di un’ora e quindici minuti circa, è rivolta al pubblico dei bambini a partire dai 10 anni. Giovanissimi sono anche gli interpreti nelle parti cantate, tutte scritte per voci bianche.
Brundibár - produzione del Teatro Regio - va in scena al Piccolo Regio Puccini, nell’ambito della Stagione Al Regio in famiglia, sabato 24 e domenica 25 gennaio alle ore 16 e in tre appuntamenti riservati alle scuole martedì 27, mercoledì 28 e venerdì 30 gennaio alle ore 10.30: quest’ultimo aggiunto a grande richiesta, dopo il tutto esaurito dei primi due. La regia dello spettacolo è di Matteo Anselmi, i costumi di Laura Viglione e le luci di Lorenzo Maletto. Il Maestro Claudio Fenoglio accompagna al pianoforte e dirige i Solisti del Coro di voci bianche del Regio e il Coro di voci bianche del Teatro.
I giovani solisti sulla scena sono: Minerva Bonizio / Gabriella Damiani (Pepiček), Layla Nejmi / Maura Caddeo (Aninka), Nina Princivalle / Elisabetta Cirina (Il suonatore di organetto Brundibár), Angelica Airaudo / Sofia La Cara (Cane), Marta Albarello / Lavinia Mattiotto (Gatto), Camilla Fenoglio / Dharma Perrone (Passero), Arianna Moneta / Margherita Cioffo (Poliziotto), Margherita Fenoglio / Achille Coatto (Gelataio), Caterina Catrano / Nina Bianconcini (Fornaio), Luca Degrandi / Antonio Guglielmi (Lattaio).
Un messaggio universale per tutte le generazioni e il Coro di voci bianche del Regio in primo piano
La produzione del Teatro Regio, realizzata interamente con i giovani Solisti del Coro di voci bianche e con il Coro di voci bianche diretto da Claudio Fenoglio, rappresenta un progetto unico che celebra l’importanza della musica come linguaggio universale e strumento di memoria. In scena i ragazzi non solo interpretano Brundibár, ma trasmettono un racconto di speranza che attraversa le generazioni. La regia di Matteo Anselmi intreccia l’immaginario dell’infanzia con le sfide della realtà, trasformando lo spettacolo in un’esperienza intensa e formativa per interpreti e pubblico, e mettendo in luce il talento e il lavoro dei giovani artisti del Regio: un’opera per bambini eseguita da bambini.
La memoria della Shoah e il dramma di Terezín
La memoria della Shoah ancora oggi evoca immagini terribili: prigionieri ridotti allo stremo, bambini con i numeri incisi sulla pelle, interminabili file di baracche, l’orribile scritta «Il lavoro rende liberi» sovrasta l’ingresso di Auschwitz. L’immensa macchina di annientamento nazista coinvolse anche altre realtà meno note, come il ghetto-modello di Terezín (Theresienstadt), dove l’apparente “normalità” celava un disegno atroce.
La fortezza di Terezín, vicino Praga, fu costruita nel 1780 dall’imperatore Giuseppe II come tributo alla madre Maria Teresa. Nel 1941, il governo nazista trasformò la città in un campo di transito per ebrei ritenuti “non idonei” al lavoro forzato e destinati ai campi di sterminio. La città fortificata fu trasformata in un ghetto-modello, ma nonostante un’apparente facciata di vita sociale e culturale – con spettacoli, concerti e rappresentazioni artistiche – all’interno si consumavano condizioni inumane: sovraffollamento, fame e malattie causarono un numero impressionante di decessi. Dei 141.000 prigionieri passati per Theresienstadt, circa 33.500 morirono nel ghetto, la restante parte fu deportata verso i campi di sterminio. Tra i prigionieri si contavano anche 15.000 bambini, di cui pochissimi sopravvissero. Oltre ai deportati provenienti da ogni angolo d’Europa, il ghetto accolse numerosi intellettuali e artisti di fama internazionale: musicisti, scrittori, poeti e attori. Contrariamente alle aspettative, l’attività culturale non si spense; al contrario, fu incoraggiata dai nazisti come mezzo di propaganda. Così, tra spettacoli teatrali, concerti e opere, Terezín divenne teatro di una resistenza creativa, dove l’arte si contrapponeva alla disperazione. Nel 1944, la Croce Rossa Internazionale effettuò un’ispezione programmata dalle autorità naziste con lo scopo di mostrare un’immagine fittizia di normalità: negozi finti, scuole improvvisate e falsi spazi pubblici furono allestiti per ingannare i visitatori. Terezín divenne persino oggetto di un documentario di propaganda: Il Führer dona una città agli ebrei, che mostrava un’apparente vita serena. In realtà, quella città era solo una tappa verso l’abisso di Auschwitz. Nonostante le tragedie quotidiane, l’ingegno e il talento di molti prigionieri sopravvissero come forma di resistenza. Lo scrittore e musicista Viktor Ullmann descrisse questa lotta come il tentativo di «trovare ordine nel caos» attraverso l’arte.
L’opera Brundibár: il potere dell’infanzia e il suo significato simbolico
Fra le creazioni artistiche più celebri nate a Terezín spicca l’operina per bambini Brundibár, composta dal musicista Hans Krása su libretto del poeta Adolf Hoffmeister. Hans Krása, originario di Praga, era un compositore di talento formatosi tra Parigi e Berlino. Deportato a Terezín e poi ad Auschwitz, perse la vita nel 1944. L’opera fu scritta nel 1938 per un concorso musicale, ma l’occupazione nazista impedì la sua esecuzione pubblica. La prima rappresentazione avvenne nel 1941 presso un orfanotrofio ebraico di Praga e, successivamente, Brundibár fu eseguita più di 50 volte a Theresienstadt, diventando simbolo di speranza e resistenza per i piccoli prigionieri. Fatto rilevante, Hoffmeister fu l’unico sopravvissuto del cast iniziale: invitato a Londra per ricevere un premio proprio per Brundibár, poté così sfuggire all’arresto e alla deportazione.
Brundibár racconta la storia di due bambini, Aninka e Pepíček, che cercano di guadagnare qualche moneta per comprare il latte alla madre malata. Ostacolati dal malvagio suonatore di organetto Brundibár, i due protagonisti trovano alleati in animali parlanti e compagni di scuola. Uniti, riescono a sconfiggere il cattivo e a celebrare la loro vittoria. Il valore simbolico di Brundibár supera il contesto narrativo: l’opera, pur nella sua semplicità, rappresenta il trionfo della solidarietà e dell’innocenza contro l’oppressione e il male. Brundibár, figura subdola e ingannatrice, è spesso interpretato come l’incarnazione del dittatore nazista, mentre i bambini, con la loro unione e il loro coraggio, riaffermano la dignità umana e la forza della speranza.
In Famiglia 2025/26 presenta spettacoli, opere e concerti pensati per il pubblico dei più giovani e per i nuclei familiari, con condizioni di biglietteria dedicate. Accanto a titoli concepiti dai compositori per i giovani ascoltatori, sono proposte versioni “pocket” di capolavori del repertorio, per avvicinare in modo graduale e coinvolgente al mondo del teatro musicale. Un calendario di occasioni da non perdere per vivere, insieme, momenti lieti e memorabili al Regio. Il prossimo appuntamento è con Il piccolo principe, opera per bambini di Pierangelo Valtinoni su libretto di Paolo Madron in scena il 13, 14, 15 e 22 marzo e 18 e 19 aprile.
Biglietteria e informazioni
I biglietti sono in vendita alla Biglietteria del Teatro o presso i Punti Vendita Vivaticket. Il costo del ridotto under 16 è di € 10, intero € 20. Con il Carnet a scelta libera è possibile assistere a quattro spettacoli a € 80 e include l'ingresso per un adulto e un bambino, consentendo di scegliere liberamente tra le diverse proposte in cartellone. Biglietteria del Teatro Regio: Piazza Castello 215 - Torino | Tel. 011.8815.241/242 | biglietteria@teatroregio.torino.it. Orario: da lunedì a sabato ore 11-19; domenica: ore 10.30-15.30; un’ora prima degli spettacoli. Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti: www.teatroregio.torino.it.
Ufficio stampa Teatro Regio
Sara Zago - Tel. +39 011 8815 239/730