La dama di picche

Foto Gaia Bonanomi
Opera e balletto 2024-2025

La dama di picche | Pëtr Il’ič Čajkovskij

Čajkovskij considerava La dama di picche il suo miglior lavoro in assoluto: compose l’opera nel 1890 spinto da un’ispirazione travolgente, su un libretto del fratello tratto da un racconto breve di Puškin, uno dei più celebrati poeti russi. La storia è ambientata a San Pietroburgo, alla fine del Settecento. Il protagonista, Hermann, scopre che una vecchia contessa possiede un metodo infallibile per vincere a carte: essendo ossessionato dal gioco d’azzardo, per ottenere il segreto seduce Liza, la nipote dell’anziana. Il compositore riesce in modo magistrale a temperare il senso di tragedia imminente, espresso in arie di grande intensità e dolore, con pagine permeate di nostalgia per il passato, in cui si rende continuamente omaggio allo stile rococò e a Mozart, di cui Čajkovskij era un fervente ammiratore.


Nell’allestimento firmato da Richard Jones per la Welsh National Opera, l’azione si sposta nella Russia dei primi anni del Novecento, in cui convivono i relitti della grandiosità imperiale e il caos post-rivoluzionario. Le allucinazioni di Hermann acquistano così risvolti grotteschi, per essere risolte scenicamente in modo sorprendente. Il giovane maestro Valentin Uryupin, dopo il suo brillante esordio al Regio nel 2023 con La sposa dello zar di Rimskij-Korsakov, tornerà a dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro e un gruppo di solisti specializzati nel repertorio russo di fine Ottocento. Insieme a loro, da segnalare il ritorno della gloriosa Jennifer Larmore.
 

Valentin Uryupin direttore d'orchestra
Richard Jones regia
John Macfarlane scene e costumi
Jennifer Tipton luci
Claudio Fenoglio maestro del coro di voci bianche
Ulisse Trabacchin maestro del coro
Orchestra e Coro Teatro Regio Torino
Allestimento Welsh National Opera (Cardiff)
In coproduzione con Teatro Comunale di Bologna, Den Norske Opera (Oslo) e Canadian Opera Company (Toronto)

Conferenza-Concerto: mercoledì 26 Marzo ore 18 - Foyer del Toro

Opera in tre atti e sette quadri

Musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij
Libretto di Modest Il’ič Čajkovskij
tratto dall’omonimo racconto di Aleksandr Puškin
Prima rappresentazione assoluta:
San Pietroburgo, Teatro Mariinskij ,
durata indicativa
210'

Personaggi e interpreti

Liza Soprano

Zarina Abaeva

Hermann Tenore

Mikhail Pirogov

La contessa Mezzosoprano

Jennifer Larmore

Elchin Azizov
Tomskij e Zlatogor Baritono

Elchin Azizov

Vladimir Stoyanov (foto Diliana Florentin)
Eleckij Baritono

Vladimir Stoyanov

Polina e Milovzor Contralto

Deniz Uzun

Čekalinskij Tenore

Alexey Dolgov

Vladimir Sazdovski
Surin Basso

Vladimir Sazdovski

Ksenia Chubunova
La governante Mezzosoprano

Ksenia Chubunova (Regio Ensemble)

Čaplickij e Il maestro di cerimonie Tenore

Joseph Dahdah

Narumov Basso

Viktor Shevchenko

Irina Bogdanova (foto Alexey Konoplia)
Maša Soprano

Irina Bogdanova (Regio Ensemble)

Prilepa Soprano

Albina Tonkikh (Regio Ensemble)

 

 

Calendario rappresentazioni

Luogo di svolgimento: Teatro Regio Calendario completo

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La dama di picche | Pëtr Il’ič Čajkovskij
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Argomento

atto

Scena prima: Nel Giardino d'estate. Gli ufficiali Surin e Čekalinskij parlano dello strano comportamento del loro conoscente Herman, un altro ufficiale di origine tedesca, povero e ambizioso: egli passa le sue notti nelle sale da gioco, senza però mai osare tentare la sorte. Arriva proprio Herman, accompagnato dal conte Tomskij, e racconta di essere follemente innamorato, ma di non sapere nemmeno il nome della sua amata. Si unisce al gruppo il principe Eleckij, che parla del suo imminente fidanzamento con la nipote di una ricca contessa: Herman apprende con sgomento che la fidanzata in questione è proprio la sua innamorata, che si chiama Liza, perché in quel momento ella passa lì vicino accompagnando sua nonna. Le due donne, notando lo sguardo dell'infelice Herman, sono prese da oscuri presentimenti. Tomskij racconta la leggenda che circonda la fortuna della vecchia contessa: da giovane era molto bella, ma aveva perso una fortuna al gioco. Era vissuta in Francia, dove incontrò il conte di Saint Germain che, ammaliato da lei, le confidò il segreto per vincere al gioco delle tre carte, così ella seppe rifarsi delle perdite precedenti e vincere una fortuna. La contessa confidò il segreto prima al marito e poi ad un amante, ma in seguito le apparve un fantasma che le fece un'oscura profezia: la donna avrebbe rivelato il segreto a un terzo uomo innamorato, per poi morire a causa di "un colpo". Herman è molto colpito dal racconto e inizia a pensare al sistema per impadronirsi del segreto e allo stesso tempo far sua Liza, ma proprio in quel momento inizia una tempesta e tutti, tranne lui, se ne vanno.
Scena seconda: A casa della contessa. Liza è con le sue amiche che cantano, mentre lei ripensa malinconicamente a Herman. Rimasta sola nella sua camera, lascia aperta la porta del terrazzo, quando compare Herman che si getta ai suoi piedi. La fanciulla resiste alla sua corte e gli ricorda che è promessa in moglie a un altro uomo, ma alle sue insistenze ammette di essere innamorata a sua volta di lui. Il loro idillio si interrompe quando la contessa bussa alla porta: Liza fa nascondere Herman mentre l'anziana donna rimprovera alla nipote la condotta che ha avuto nella serata appena trascorsa, ben poco consona a una fanciulla di buona famiglia quale lei è. Una volta che la contessa se n'è andata, i due si dichiarano a vicenda il loro amore, e Liza decide di rinunciare alla corte del suo promesso sposo: in realtà Herman è tanto ammaliato da Liza quanto desideroso di scoprire il segreto delle tre carte, e medita di trarre vantaggio dalla relazione con la fanciulla.

atto

Scena prima: A un ballo in maschera. I compagni di Herman lo prendono in giro per la sua ossessione di impadronirsi del segreto delle tre carte. Intanto Eleckij nota che Liza è triste e le assicura il suo amore, promettendole inoltre di fare un passo indietro qualora lei non lo ami a sua volta; la fanciulla rimane colpita dalle sue parole, ma il suo amore per Herman è troppo forte per rinunciarvi. Poco dopo arriva la contessa, ma quando il suo sguardo incontra quello di Herman, entrambi provano un brivido. Intanto il maestro di cerimonie annuncia l'inizio dell'intermezzo La fedeltà delle pastorelle, dopo il quale Liza dà a Herman di nascosto le chiavi della stanza della nonna, dicendogli che la vecchia sarà assente l'indomani. Il giovane però decide di recarsi dalla contessa quella notte stessa, per carpirle il segreto delle tre carte. La festa viene interrotta dall'arrivo a sorpresa della zarina: tutti la accolgono al suono di una marcia trionfale.
Scena seconda: Nella camera della contessa. Mentre Herman sta aspettando Liza osserva il ritratto della contessa da giovane. La donna arriva attorniata dalle sue serve, che la aiutano a prepararsi per la notte prima di essere da lei scacciate in malo modo. La contessa, ormai molto vecchia, ripensa con rimpianto alla perduta giovinezza trascorsa a Parigi. Herman le si presenta e la implora di svelarle il segreto delle tre carte proponendole di prendere per sé la maledizione che esso comporta, ma lei, terrorizzata, tace; quando Herman la minaccia con una pistola, la contessa cade a terra morta per un infarto senza aver rivelato il suo segreto. Allertata dal rumore arriva Liza, che vede il suo innamorato ancora armato e la nonna riversa a terra. Pensando che Herman abbia ucciso sua nonna, la ragazza lo scaccia, maledicendolo.

atto

Scena prima: Nella camera di Herman in caserma. Herman legge un messaggio di Liza: la ragazza crede alla sua innocenza, ma gli chiede un incontro chiarificatore. Herman si scopre tuttavia incapace di pensare razionalmente: nella sua testa sente ancora i cori funebri delle esequie della contessa, durante le quali è convinto di aver visto la defunta strizzargli l'occhio. L'uomo è ormai impazzito, sospeso tra l'amore per Liza e l'ossessione per le tre carte: egli è sicuro di essere "l'uomo innamorato" della profezia e che la contessa sia effettivamente morta per "un colpo" (al cuore), ma non comprende come mai non sia venuto in possesso del segreto. In quel momento, con una folata di vento appare lo spettro della contessa che, pur sdegnata, gli rivela il segreto delle tre carte: per vincere dovrà giocare il tre, il sette e l'asso. La contessa gli impone inoltre di non essere avido e di sposare sua nipote.
Scena seconda: Presso il canale d'inverno. Liza aspetta l'amato passeggiando lungo il fiume e riflettendo sulle sue sventure. Finalmente, allo scoccare della mezzanotte, Herman arriva ripetendo le parole che ha sentito dallo spettro della contessa: capendo che ormai il suo amato sia totalmente soggiogato dal gioco Liza lo implora di dimenticare tutto e scappare insieme a lei, ma lui non le dà ascolto e scappa via per andare a giocare e così diventare ricco. Convinta che oramai tutto sia perduto, Liza si getta nel fiume.
Scena terza: Alla bisca. Gli ufficiali giocano e si divertono tra canti e risate. C'è anche Eleckij che, avendo scoperto l'amore tra Liza e Herman, ha rotto il fidanzamento con la ragazza. Arriva Herman e si mette a giocare: tra la sorpresa generale egli vince la prima e la seconda giocata con il tre ed il sette, guadagnando una somma strepitosa. Alla terza mano decide di puntare tutti i suoi averi, ma nessuno osa più sfidarlo. Si fa avanti allora il principe Eleckij che, deciso a vendicarsi sul rivale, accetta la sfida. Sicuro della vittoria Hermann non guarda neppure la carta e annuncia: "Asso!"; invece appare la dama di picche, nella quale Herman crede di riconoscere il ghigno della contessa. Disperato Hermann si suicida e, agonizzante, chiede perdono a Liza. I presenti lo degnano appena di un cenno di pietà, prima di rimettersi a giocare.

 

 

 

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