Il flauto magico

Copertina del programma di sala de Il flauto magico
5.00€
Data di uscita

72 pagine
10 illustrazioni
5 tavole b/n

Non disponibile
Stagione
2023

Fecondità del Flauto magico
di Alberto Bosco

Visioni magiche
di Ulrich Lenz

La Regina dell’apparenza, la Regina dell’immensità
di Raffaele Morelli

L’inafferrabile Mozart
di Alberto Bosco

Un magico libro di fiabe. Barrie Kosky,
Suzanne Andrade e Paul Barritt su elefanti volanti,
il mondo del cinema muto e l’eterna ricerca dell’amore

a cura di Ulrich Lenz

Argomento

Struttura dell’opera e organico strumentale
a cura di Enrico M. Ferrando

Libretto digitale

Fecondità del «Flauto magico»

di Alberto Bosco

Sono poche le opere che non hanno tra le loro pagine neppure un numero debole, uno di quei pezzi, magari scritti per accontentare un cantante o per obbedire a una convenzione, che poi finiscono per disturbare o allentare il senso della continuità drammatica. Il flauto magico è uno di questi rari casi, e la cosa colpisce ancor di più se si pensa che il libretto è quanto mai eclettico, una congerie composita di spunti seri e comici di diversa provenienza in cui sarebbe stato facile per un compositore perdere la bussola...


Visioni magiche

di Ulrich Lenz

«E la cosa, in verità, nella mia testa è quasi finita, anche
se lunga, così che dopo aver gettato un’occhiata
indagatrice nella mia mente, come se fosse un disegno
incantevole o una graziosa ragazza, e dopo averla udita
nella mia immaginazione, è zampillata fuori tutta in
una volta, e non pian piano come ci si aspetterebbe.
Tutto questo trovare e creare funziona dentro di me
come un sogno grandioso e stupefacente».
Wolfgang Amadeus Mozart

«Spiega questo enigma…». Il flauto magico e il suo mistero

Dalla sua prima esecuzione del 30 settembre 1791 nel teatro di Emanuel Schikaneder, il Theater auf der Wieden, Il flauto magico ha goduto di tale popolarità da collocarsi statisticamente tra le opere tedesche maggiormente rappresentate. Ma pur suscitando l’entusiasmo di un pubblico assai vasto — dall’inesperto allo specialista — resta per molti aspetti un enigma...


La regina dell’apparenza, la regina dell’immensità

di Raffaele Morelli

Ma che cos’è l’iniziazione? Che cos’è questo mistero che porterebbe l’uomo a varcare la porta del conosciuto, a incontrare qualcosa che gli occhi di tutti i giorni, gli occhi del reale non riescono a vedere, qualcosa che appartiene a un’altra percezione, a un’altra dimensione, che la superficie dell’anima, dove si ragiona e si pensa, riesce a malapena a intravedere? Forse l’uomo ha un destino più ampio di quello che ci è dato di vedere, forse la sua essenza ambisce a una patria che gli spetta, eppure rintanata, coperta dalla visione del mondo, dagli schemi, dalle abitudini, dai modi di pensare che ogni epoca partorisce...


L’inafferrabile Mozart

di Alberto Bosco

Non vi è nella storia della musica protagonista più ambiguo e inafferrabile di Mozart: per quanto si cerchi di illuminare la particolare natura del suo genio creativo si finisce sempre per tralasciarne qualche aspetto o per cadere in apparenti contraddizioni, tante sono le diverse sfaccettature che coesistono nella sua musica. Forse la categoria che più si presta a definire il carattere polivalente della sua arte è quella del gioco, un’attività umana governata da leggi proprie che, pur rispecchiando la realtà, si svolge su un piano parallelo a essa e così, sospendendone momentaneamente il corso, ne mette in luce aspetti nascosti con disinvoltura e apparente innocenza...


Un magico libro di fiabe
Barrie Kosky, Suzanne Andrade e Paul Barritt su elefanti volanti, il mondo del cinema muto e l’eterna ricerca dell’amore

a cura di Ulrich Lenz

Come le è venuta l’idea di mettere in scena Il flauto magico con il gruppo artistico «1927»?
Barrie Kosky (regista teatrale, Sovrintendente della Komische Oper di Berlino): Il flauto magico è l’opera in lingua tedesca maggiormente rappresentata, una delle dieci opere più famose al mondo. Tutti conoscono la storia, la musica, i personaggi. È un’opera senza età, nel senso che può essere apprezzata da un bambino di otto anni così come da un ottantenne. Quindi avverti una certa pressione quando ne intraprendi la messa in scena. Penso che la vera sfida sia abbracciare la natura eterogenea di quest’opera. Ogni tentativo di interpretazione univoca è destinato al fallimento...


Argomento


Struttura dell'opera e organico strumentale

a cura di Enrico M. Ferrando

Il flauto magico è un Singspiel, forma tipica del teatro musicale tedesco. Come l’opéra comique francese, si distingue dalle coeve forme operistiche italiane perché i numeri musicali sono collegati da dialoghi parlati anziché da recitativi. Nella prassi esecutiva moderna i dialoghi parlati sono normalmente soggetti a tagli e rimaneggiamenti; in questa produzione sono stati in massima parte aboliti, lasciando il posto a didascalie proiettate sulla scena, secondo lo stile tipico del cinema muto (cfr. l’intervista qui pubblicata alle pp. 47-53). Nei Singspiele, in origine, i passaggi recitati erano assai ampi, ma dobbiamo tenere presente che erano eseguiti da commedianti capaci anche di cantare, più che da cantanti chiamati anche a recitare, come avviene oggi...


Libretto digitale

 

 

 

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